Wikipedia e reputazione

 

Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del cattivo governo presso il Palazzo Pubblico di Siena (1338-1339). Vanagloria (particolare)

Una conseguenza inevitabile del fatto che Wikipedia sia prodotta da volontari anonimi e non retribuiti è che gli utenti possono avere un atteggiamento piuttosto disinvolto rispetto alle conseguenze esterne, "sul mondo", del proprio operato. Spesso le persone sono molto preoccupate quando il proprio nome e reputazione sono esposti, o quando sono in gioco interessi personali come le prospettive di carriera e simili. Su Wikipedia queste motivazioni personali sono disinnescate, per fortuna, e dato che nessuno ci guadagna un centesimo, è ragionevole che nessuno possa perderci del suo. Chi metterebbe in pericolo la propria sicurezza per il piacere di editare Wikipedia? L'anonimato dell'utenza e la tranquillità della persona che ci sta dietro sono una garanzia essenziale della libertà di Wikipedia.

D'altra parte motivazioni personali di questo tipo spesso non sono necessarie. La contribuzione a Wikipedia può essere di per sé appassionante e capace di produrre motivazioni forti. La reputazione della propria utenza, che dipende dalla fedeltà ai valori di Wikipedia e dal riconoscimento nella comunità, per i wikipediani è una componente dell'autostima, e l'avatar è un'estensione dell'identità personale, un mezzo attraverso cui si realizza la personalità, qualcosa di cui prendersi cura.

Comunque, anche quando i wikipediani riescono a sviluppare questo tipo di attaccamento e dedizione disinteressata al progetto, raramente la questione "come evitare che Wikipedia danneggi ingiustamente gli altri?" è al centro delle loro preoccupazioni. Questa considerazione rivolta all'esterno su Wikipedia è possibile, ma è puramente morale ed estrinseca, priva di "denti": solo in casi eccezionali e per fortuna rarissimi i danni che Wikipedia arreca agli altri possono tornare addosso ai wikipediani e vendicarsi su di loro. Giustamente il progetto è organizzato, nelle linee guida e nella struttura informatica, in modo da garantire la tranquillità di chi edita, proteggendolo dalle conseguenze dannose della contribuzione.

A me sembra che tutto ciò sia ovvio, giusto e inevitabile, eppure spesso non è capito dall'esterno. Persone convinte che la loro reputazione sia danneggiata dalla voce di Wikipedia che li riguarda credono di poter rimediare alla situazione lanciando campagne contro Wikipedia sui social network e sui giornali, o addirittura campagne contro Wikimedia Italia, che coi contenuti delle voci non c'entra niente. Ma i wikipediani editano nei tempi morti dell'ufficio, nelle notti insonni, aspettando che bolla la pentola sul fuoco... che qualcuno si lamenti di Wikipedia può far loro ben poco danno. La gente potrà dire quel che vuole, ma continuerà a leggere Wikipedia, che è utile e gratuita. Influire su Wikipedia dall'esterno è difficile, manovrarla impossibile. 

Ai wikipediani interessa la propria reputazione dentro Wikipedia ma pochi perderanno un'ora di sonno per una campagna di denuncia contro Wikipedia. Anzi è possibile che alcuni wikipediani si sentano persino gratificati da questo genere di attenzione da parte di mass media e personalità pubbliche, che in qualche modo convalida il loro lavoro dimostrando che ha un impatto reale e che i wikipediani lo fanno "senza guardare in faccia nessuno". Con orgoglio diranno che "Wikipedia non si fa condizionare dalle campagne!" (e lo ripeteranno molte volte, "Di cosa dice Repubblica o qualsiasi altro giornale, non ce ne importa un granché", i condizionamenti dalla stampa sono off-topic), quasi che questa insensibilità alle critiche fosse indice di coraggio e indipendenza di giudizio anziché della mancanza di motivazioni personali. Al più i wikipediani si irriteranno con chi lancia questo genere di iniziative infangando il loro impegno e fraintendendone i motivi, con la conseguenza che i contenuti delle voci peggioreranno anziché migliorare per effetto della pressione pubblica

In ciò Wikipedia è diversa dalle aziende dell'informazione e dalle associazioni politico-culturali. Le associazioni hanno a cuore la propria reputazione, le aziende hanno interesse alla propria quota di mercato: perciò reagiscono alle critiche. Wikipedia, essendo priva di un redazione responsabile dei successi e degli insuccessi, funziona diversamente. Wikipedia è composta di utenze puramente altruiste, che donano un po' del loro tempo libero a un progetto collaborativo, e che perciò possono essere anche terribilmente egoiste: restie a capire il punto di vista degli altri e insensibili all'opinione pubblica.

In parte questo sembra intrinseco al mezzo-Wikipedia e forse è una delle ragioni della sua forza: Wikipedia non si deve accattivare nessuno, Wikipedia non si compra. E tuttavia sulla Wikipedia italiana, per motivi che bisognerà esplorare, questo disinteresse per le ragioni degli altri e per la loro reputazione sembra essere particolarmente problematico. Una tendenza alla chiusura fa sì che Wikipedia appaia come un mondo a parte rispetto al quale le vicende esterne che non siano enciclopediche sono solo un rumore di fondo: un fastidio che non deve distogliere gli "enciclopedisti" dal loro esercizio monastico esclusivamente rivolto al Progetto (con la P maiuscola).  

Ma le cose stanno veramente così? Come insegna la Justine di De Sade, i monaci a volte sono meno devoti di quanto non sembri a prima vista e possono approfittare della tonaca che li ricopre per prendersi soddisfazioni del tutto mondane. Vorrei portare due esempi di queste politiche striscianti dei monaci wikipediani e delle regole, o assenza di regole, che le rendono possibili: l'oblio della linea guida sulle Biografie di persone viventi, che ormai potrebbe dirsi cancellata per desuetudine, e l'abuso del template:E, che consente ai wikipediani di lanciare messaggi al soggetto delle voci, tipicamente pernacchie. Questi saranno i temi dei miei prossimi post. 

L'importanza di questi temi è evidente. Quando l'irresponsabilità di Wikipedia si combina alla chiusura monastica al mondo esterno e alla mancanza di regole e controlli interni, la reputazione di tutti è in pericolo e, con essa, la qualità del dibattito pubblico. Perché sarà più difficile dire cose scomode, minoritarie, originali e strambe se il rischio è ritrovarsi per questa ragione coperti di fango su Wikipedia. Wikipedia deve far circolare la conoscenza, non crearne di nuova, ma non deve nemmeno impedire che altri provino a creare nuova conoscenza mettendoli alla berlina perché ai wikipediani non piacciono i risultati dei loro sforzi. Perciò, per proteggere la reputazione degli altri ma in ultima analisi anche quella dei wikipediani e del progetto, la contribuzione a Wikipedia deve rimanere aperta a tutti (Wikipedia è libera) e le sue regole devono essere fatte rispettare da tutti, anche da chi si atteggia a padrone del convento (Wikipedia ha un codice di condotta).

Commenti

  1. Ah adesso si chiama "Vengo dalla Luna"? Mi sembrava che venisse dall'Atlantico :-D

    Senza un minimo di vergogna.

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  2. @Gitz: tu scrivi "[...] addirittura campagne contro Wikimedia Italia, che coi contenuti delle voci non c'entra niente."
    Perdonami, ma se alcuni soci di Wikimedia Italia ("associazione di promozione sociale - Associazione per la diffusione della conoscenza libera) scrivono anche su Wikipedia, allora direi che Wikimedia c'entra eccome...

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    1. immagino che gran parte dei soci di Wikimedia Italia editi o abbia editato Wikipedia. Ma pensare che l'associazione in quanto tale abbia un potere sui contenuti di Wikipedia, che discutano tra loro e decidano che cosa pubblicare su Wikipedia, quali utenti sanzionare o promuovere ad admin... no, secondo me non succede, non ho ragione per pensare che succeda

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    2. Anonimo ben anziano29/11/23 16:08

      Wikimedia Italia non c'entra niente.
      Wikimedia Italia è un'associazione culturale nata per diffondere conoscenza libera, software open source e promozione della cultura in maniera democratica.
      Wikimedia Italia sta a Wikipedia in italiano come un'associazione di tifosi juventini sta alla Juventus.
      Tra l'altro, la cosa è stata sancita in sede civile anche da un giudice che ha rigettato la denuncia di un politico che chiedeva 20 milioni di danni a Wikimedia Italia per presunte diffamazioni. Non è entrato nemmeno nel merito della denuncia, perché si è fermato prima stabilendo che Wikimedia Italia non è responsabile dei contenuti di Wikipedia in Italiano, il che è normale.

      Questo detto, la responsabilità di quanto scritto su Wikipedia è del singolo contributore (in inglese editor). Se non identificato, ovvero se scrive da indirizzo IP, ci vuole una rogatoria internazionale perché la sede legale di WMF (Wikimedia Foundation, proprietaria della struttura su cui si scrive Wikipedia) è a San Francisco. La questione è che il team legale di WMF parlò chiaro anni fa: non viene soddisfatta la rogatoria se l'indirizzo IP non ha commeso qualcosa per cui negli USA non si va a giudizio. Negli Stati Uniti scrivere che il soggetto A ha commesso il fatto X, se tale fatto è noto e riportato dalla stampa e comprovato, non solo non è reato, ma non è neppure citabile in giudizio. In Italia non è reato ma non esiste in Italia un controllo preventivo che certe cose non faccia neppure arrivare in aula. Quindi anche se non è reato devi comunque mettere l'avvocato che spieghi perché non è reato e dimostri che non è reato, etc. etc.

      In pratica, su Wikipedia sono sanzionabili solo palesi diffamazioni o calunnie, non inesattezze o "affermazioni scomode" per le quali si è schermati dalla legge USA che impedisce rogatorie su fattispecie non criminose.

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    3. Quello che dice Anonimo ben anziano mi sembra del tutto corretto e combacia con informazioni che ho raccolto più volte e che credo siano vere. Peraltro, se le cose stanno così, e credo stiano così, sorge il problema: perché it.wiki oscura le voci alla prima minaccia legale vagamente credibile? Ad esempio (tanto per cambiare tema...) la voce su Orsini. La Wikipedia inglese non fa così: credo che non oscurino nessuna voce. Anche se non so se sia rilevante, noto che it.wiki è l'unico progetto su cui c'è un template:Avvisobloccominaccia. Ho una teoria: non è per proteggere il biografato (del quale ai wikipediani importa un piffero) o gli utenti (che per le ragioni spiegate da A.b.a. sono già ben protetti) ma per evitare alla comunità lunghe discussioni e conflitti interni: meglio cancellare qualche voce "meno che enciclopedica" (a giudizio del VRT) che difendere l'autonomia del progetto dalle pressioni esterne. Trovo che sia una cosa discutibile, che fa a pugni con l'atteggiamento di molti wikipediani (compreso A.b.a.) del tipo "le critiche esterne a Wikipedia non fanno né caldo né freddo". It.Wiki si fa condizionare, eccome. Ho toccato brevemente questo tema nel post Le biografie di persone viventi e nel post Paolo Barnard. La cancellazione immediata più lenta nella storia del mondo. Sarebbe da approfondire.

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    4. itawikinostra9/12/23 00:22

      Wikimedia Italia c'entra eccome nel momento in cui alcuni suoi soci (magari di vertice) che sono anche amministratori di Wikipedia editano i contenuti di certe pagine e poi in quanto amministratori bannano chi è contrario ai loro POV, e infine nel momento in cui altri soci di fronte a tutto questo fanno finta di nulla, trincerandosi dietro allo statuto che li esonera da responsabilità sui contenuti che però loro stessi hanno editato. Bella coerenza.
      Nel paragone calcistico proposto (a sproposito), è un po' come se l'associazione di tifosi juventini fornisse arbitri e guardalinee alle partite della Juventus.

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