Nel nome del Padre. Gianfranco, utente problematico (parte seconda)

 

Saturno e Gianfranco
L'utente Gianfranco commenta in una UP (Goya, Gianfranco, 1820 ca.)

(continua dalla prima parte)

3. Gianfranco nelle UP 

in Wikipedia servono utenti che collaborano a voci e non battibecchi da talk-show, e più stringentemente, ci servono contenuti, non utenti (Gianfranco, 9 febbraio 2022)

Un primo è esempio dell'utilitarismo illegalista di Gianfranco è costituito dalle UP su Camelia Boban, che ho già analizzato lungamente (vedi Prima UP e Seconda UP) e su cui non mi soffermo oltre; ai miei occhi è chiaro che Gianfranco è stato, oltre che ingiusto verso Camelia, dannoso per il progetto. Un altro esempio è l'UP su LuxExUmbra, cui ho accennato in un post precedente e che meriterebbe un approfondimento maggiore perché tutta la vicenda della voce "Strage di Erba", da cui nasce quell'UP, è sintomatica di molti problemi della Wikipedia italiana. Qui importa solo che Gianfranco abbia riaperto e immediatamente chiuso con un blocco a infinito l'UP su un utente che aveva votato contro la riconferma di Vito, dopo che la Ombuds Commission della WMF aveva rilevato alcune irregolarità nell'uso degli strumenti di check user nei suoi confronti. Emblematica è anche l'UP su Cucciolo e Antpriv, che è stata l'argomento di un articolo su questo blog. Gianfranco era intervenuto per dire che

La WikiQuette è un pilastro, in materia di problematicità invito io, perciò, a non considerare mai i possibili effetti esterni, e valutare esclusivamente in ottica di progetto. In altri termini, se non è per questo sarà per un'altra cosa, chi vuole criticare a forza qualche spunto lo trova sempre, perciò non facciamocene condizionare :-) 

Tutti questi esempi mostrano un certo stile decisionale di Gianfranco. Ma quello che più di tutti merita qui di essere analizzato a fondo, come ottimo esempio dell'utilitarismo "per le spicce" di Gianfranco, è la settima e ultima UP su Xinstalker del 2018

Della vicenda wikipediana di Xinstalker, lunga e complessa, conosco solo qualche frammento. Ai nostri fini, tuttavia, non è necessario saperne di più: chiunque legga quell'UP con mente sgombra da pregiudizi non può non accorgersi del grave disinteresse per le procedure e i diritti degli utenti che caratterizza il progetto italiano guidato da Gianfranco. Anche ammettendo, per ipotesi, che Xinstalker fosse un utente particolarmente problematico, cosa che non credo sia vera, e che perciò la decisione di bloccarlo a tempo indeterminato sia stata tutto considerato giusta, il modo in cui si è giunti a quella conclusione – anzi, il modo in cui Gianfranco ha preso quella decisione, in solitudine – riempie di sgomento e timore riverenziale

Alle 12:09, Civvì fa la segnalazione di UP. Poiché è admin e volendo potrebbe bloccare direttamente Xinstalker, è evidente che ritiene che il suo comportamento richiede una discussione comunitaria anziché un'azione amministrativa – del resto il commento di Xinstalker da cui prende avvio l'UP è del tutto inoffensivo e civile. Alle 12:23 l'admin Ignis, che sicuramente è informato del contesto di conflitti pregressi, commenta a favore di Xinstalker ("sinceramente, mi sembra eccessivo, ora, aprire un UP"). Dopo un paio di commenti di Civvì e Ruthven, alle 12:28 Gianfranco chiude l'UP con un blocco a infinito usando 260 parole ma adducendo motivazioni, più che apodittiche, tautologiche ("abbiamo superato il punto di non ritorno").

Xinstalker contribuiva da quasi dieci anni e aveva scritto centinaia di voci, oltre ad essere attivo nelle discussioni comunitarie. Vari admin e utenti esperti intervengono per protestare: 

"arrivare a un blocco infinito, è esagerato" (NewDataB/UltimoGrimm), "Applicare un blocco infinito a manco mezz'ora dall'apertura della segnalazione non l'avevo ancora vista" (Castagna), "Il blocco non lo condivido" (Ignis), "Mi vergogno profondamente [...] Questa pagina sarebbe da C1 [cancellazione immediata]" (Geoide), "io dal 2015 (3 anni) vedo 1 [blocco] da 1 giorno...non granché" (Giacomo Seics), "privare Wikipedia dei contributi di Xinstalker sarebbe una grave perdita" (Kenzia), "sembra anche che questa cosa sia stata decisa da pochi arbitrariamente in una UP durata pochissimo in cui il consenso non era netto" (Mandolorian/Kali Yuga), "penso che qualche misura alternativa dopo congruo blocco si possa provare ad applicare" (Vito), "molto perplesso sul metodo" (Nungalpiriggal), "crederei che sia giusto dare un blocco di durata minore" (Ferdi2005), "non meravigliatevi se il progetto perde utenti mese dopo mese, è anche colpa del "clima infame"" (Emanuele676), "assolutamente contrario al blocco infinito" (Melquíades)

Certamente c'è anche una numerosa minoranza di admin che condivide convintamente la decisione di Gianfranco o l'esito dell'UP (Civvì, Ruthven, Euphydryas, Elwood, Jaqen, Parma1983, Erinaceus/Actormusicus, Sandrobt) ma bisogna dire  in un progetto collaborativo come Wikipedia, è facile che molti condividano il "fatto compiuto": l'alternativa è rompere le scatole e litigare. Ciò è evidente nei commenti di Hypergio, Ceppicone e altri utenti:

La comunità ha deciso e io mi inchino alla decisione, ma [...] il fine pena mai non dovrebbe essere riservato a contributori che hanno dato tanto al progetto (Hypergio)

Come Hypergio...non posso che inchinarmi alla decisione della comunità [...] Abbiamo "graziato" Blackcat, potevamo cercare di "convincere" Xin (Ceppicone)

Dispiace tanto che it.wiki abbia perso un utente della sua cultura e competenza [...]. Rispetto la decisione della comunità e la sua richiesta ma umanamente mi dispiace (Jacopo Werther)

credo sia inutile continuare a discutere del blocco infinito, di cui ho appreso con sorpresa e dispiacere (Demiurgo

In realtà, non c'è stata nessuna "decisione della comunità": anche senza considerare questi ultimi quattro commenti tra quelli contrari al blocco di Xinstalker, è un fatto che nell'UP dodici utenti avevano espressamente criticato il blocco a infinito applicato da Gianfranco, contro otto che lo avevano difeso. Non c'è mai stato un consenso a favore del blocco a infinito di Xinstalker. Del resto, la decisione di Gianfranco ha impedito, o comunque interrotto e sfalsato, la discussione comunitaria, rendendo impossibile la formazione di qualsivoglia consenso. Si è trattato di un abuso palese, che forse ha danneggiato Xinstalker (le cose sarebbero potute andare diversamente?), ma che certamente ha danneggiato il progetto. Su questo, il commento migliore è di Geoide: 

Mi vergogno profondamente, non avrei MAI creduto che dalle 12:09 alle 12:41 (di uno stesso giorno, si badi bene!), si potesse "far fuori" (scusate il termine un po' ruvido) un utente, qualsiasi esso sia (seppur qui non parliamo di uno qualsiasi a caso). Questa pagina sarebbe da C1 e per direttissima

Come dice Geoide, la pagina di quell'UP sarebbe da cancellare subito perché è umiliante per la comunità e diseducativa per tutti. In questi anni, quante decine o centinaia di utenti avranno visitato quella UP? Il suo significato manifesto, per chiunque la legga, non può che essere questo: sulla Wikipedia italiana non ci sono garanzie, gli utenti possono essere schiacciati senza processo, l'arbitrio regna sovrano. Una lezione del genere non può che allontanare i migliori e attrarre i peggiori. Promuove comportamenti disfunzionali, gettando le premesse di disastri futuri.

Non rileva il fatto che quell'anno alla terza riconferma di Gianfranco ben nove utenti (NewDataB/UltimoGrimm, Lombres, Fausta Samaritani, Geoide, Mlvtrglvn, Emanuele676, Mirko Tavosanis, Kenzia, Gce), abbiano chiesto il suo deflag – richiesta che, peraltro, non ha avuto successo. Anche se Gianfranco avesse perso i "tastini" in quella riconferma, è di per sé dannoso che nessun admin abbia osato annullare il blocco di Xinstalker. Castagna ha rimosso la protezione della pagina con l'UP, che era stata immediatamente applicata da Ruthven, sicché la discussione ha potuto proseguire. Ma una discussione post festum è comunque inquinata. Come tutti, Gianfranco può sbagliare, e il vero problema è che nessuno lo corregge.

Peraltro quella discussione in riconferma è emblematica del senso di onnipotenza che il consenso degli utenti centrali instilla nell'utente centralissimo. Con orgoglio – ma certamente anche con umiltà, come dubitarne? – Gianfranco dice "non mi esimo dall'ignorare le regole" e perciò "inaugur[a] qui di seguito una forma non [ancora] usata" di accountability verso la comunità, spiegando le azioni che gli vengono rimproverate (il blocco di Xinstalker, ma anche le protezioni di pagina inutili ed eccessive, l'intervento con il pugno di ferro nella vicenda del laboratorio di scrittura di Unipi, una trollata nel registro dei blocchi, "Wikipedia a fianco di Greta contro il riscaldamento globale; da parte nostra raffreddiamo le utenze", ecc.) con "due righe alla Comunità". Seguono un'ottantina di righe (1600 parole) in cui teoricamente Gianfranco si sta giustificando, ma che si concludono con queste parole immortali:

E non giudico. Davvero, non mi interessa giudicare. Tanto meno qui, quella è roba di real life. Adesso, però, qui in progetto, anche basta con le cazzate, grazie.

Che genere di comunità può essere la Wikipedia italiana se nel 2019 tollera  anzi, applaude – simili intemperanze? Che tipo di utenti possono voler farne parte? Quali qualità devono possedere, quali ambizioni? A parte i nove dissenzienti, tra i quali non ci sono admin, gli utenti che intervengono nella riconferma sono entusiasti:

"Grazie" (Fcarbonara), "Un monumento" (Superchilum), "più che monumento è un pilastro" (Horcrux), "Un grosso grazie" (Moroboshi), "Un grazie ed un abbraccio" (Ferdi2005), "un admin molto esperto, un wikipediano straordinario, e la sicurezza delle sue azioni deriva da questo, e porta dei benefici per tutti" (Phyrexian), "Solo chi non fa non falla" (Borgil), "Gianfranco, che non ringrazierò mai abbastanza per le sue doti di pazienza" (L736E/Superspritz), "molto equilibrato" (Demiurgo), "SEmplicemente un grazie. Senza se, ma o perché ;)" (OrbiliusMagister), "mi onora della sua amicizia da diversi anni" (Sergio/Blackcat), "il buon senso, la serietà, e l'intelligenza con cui lo fa Gianfranco" (Ripepette), "grazie anche da parte mia" (IP 82/Mister Ip)

In quella riconferma sciagurata, Lombres rimprovera a Gianfranco l'esistenza tra le sue pagine utente di un "Albo d'Oro" nel quale appunta i commenti notevoli "per l'intensità di negatività su di me riversata". Gianfranco aveva appena aggiornato l'Albo d'Oro con due commenti di Fausta Samaritani ("ti chiedo se c'è qualcosa che turba il tuo spirito") e Geoide ("Anche il ponte Morandi aveva dei pilastri..."). Si tratta di materiale polemico, privo di relazione con la scrittura dell'enciclopedia, che può essere interpretato come un attacco personale verso gli utenti le cui affermazioni vengono registrate, o quantomeno come un modo di rinfocolare e mantenere vive vecchie polemiche. Perciò sulla Wikipedia inglese c'è una linea guida che vieta espressamente di usare le pagine utente in questo modo (WP:POLEMIC). La critica di Lombres viene svilita e Phyrexian arriva a minacciarlo di blocco ("Sto iniziando a perdere la pazienza"). 

Come ho già raccontato altrove, prima ancora che la riconferma sia conclusa, Phyrexian riapre l'UP su Fausta Samaritani, che poche ore prima aveva votato contro Gianfranco criticando la sua dottrina "produttivistica" ("Che cosa siamo? robottini? formichine laboriose? api operaie? E l'ape regina chi è?"), suscitando l'indignazione di Superspritz ("questo tuo voto [è] sostanzialmente una ripicca [link a WP:ATTACCHI] guarda caso basata proprio su motivazioni personali"). Ruthven le aveva allora applicato un blocco di tre mesi, seguito a breve dal blocco a infinito deciso da Phyrexian. Fausta Samaritani è così passata a Wikidata, alla wikipedia in francese, in ligure e ad altri progetti WMF, dov'è attiva da anni senza aver mai ricevuto blocchi.

4. Il problema Gianfranco

veramente [il mio] era forse un invito all'umiltà (che so già essere improprio in quanto nessuno è mai abbastanza umile da astenersene, ma senza umiltà di passi avanti se ne fanno pochi e così mi son permesso). Il corporativismo, se fosse ammissibile, dovrebbe riguardare tutti gli utenti di WP, la comunità nella sua interezza. Admin e utenti insieme, che dovrebbero avere a cuore gli interessi del Progetto e già dovrebbero combattere abbastanza per superare i problemi che ha e per ottenere l'affermazione del nostro lavoro. Su questo "corporativismo" mi ci metto il fez. Altri non ce ne sono, non ci sono né colpi di spugna né spiriti di casta. Solo che se si collabora tutti insieme e con spirito di condivisione di scopi e obiettivi... (Gianfranco, 7 giugno 2007)

Gianfranco, come dicevo, è problematico per l'incontinenza verbale accompagnata dalla scarsa attitudine alla discussione, per gli interventi dannosi nelle UP, privi di rispetto per le procedure e per i diritti degli utenti, e per la sua teologia utilitarista ("produttivistica"), priva di principi e dalla vista corta.

Inoltre, Gianfranco è problematico per lo svilimento del quarto pilastro ("Wikipedia ha un codice di condotta") e l'esaltazione del quinto ("Wikipedia non ha regole fisse") che  come ho già raccontato – si può notare nella sua riscrittura creativa della linea guida sugli avvitamenti burocratici: le regole sarebbero affette da "una intrinseca fastidiosità innata", essendo "facili da proporre e difficili da seguire"; gli utenti, seppure "in buona, in buonissima fede", si trovano spesso a voler risolvere un problema proponendo l'adozione di una nuova regola ma, seppure "a fin di bene", "si tratta pur sempre di una vanità", cioè di mancanza di umiltà. 

Ancora, Gianfranco è problematico per quegli orientamenti editoriali – cancellazionismo e antirecentismo – che ha contribuito a imprimere a fuoco nelle carni del progetto italiano, e che sono ben esemplificati nei commenti nella seconda PdC su Carlo di Borbone-Due Sicilie ("Il fatto che la voce non abbia una impostazione storica, non essendocene altre di possibili, è proprio il problema di questa voce"), nella PdC su Eventi tromboembolici post-vaccinazione ("Dunque, se il giornalismo è il vostro sogno nel cassetto, fra i progetti wiki c'è WikiNews") e in numerosi altri commenti. Wikipedia, secondo Gianfranco

non è qui per distribuire pettegolezzi sulle tresche dei tronisti e non è qui per ospitare i rant politici e le notizie di avvisi di garanzia in un periodo di politica barbarificata. Stringere sui criteri, please, non è possibile che in questo momento ci siano 230.000 viventi dei quali tutti non si può fare a meno di parlare (30 ottobre 2021)

il nostro tempo wikipediano, enciclopedico, non è quello frenetico delle cose in tempo reale, siamo separati da quelle cose dalla necessità di cristallizzare ciò che dell'attuale andrà a sedimentarsi in un passato accettabilmente consolidato (25 novembre 2016)

Infine, Gianfranco è problematico per la sua concezione austera, "trascendente" o "deontologica", della neutralità wikipediana come dovere morale di  oggettività e imparzialità. Questa concezione nasce dal disprezzo per le fonti giornalistiche, ai suoi occhi inguaribilmente partigiane e "cronachistiche", perciò da subordinare all'apprezzamento distaccato dei wikipediani devoti al Progetto, che egli ama gratificare con il nome nobile di "enciclopedisti".

Insomma, Gianfranco è problematico per molte ragioni. Ma tutte queste ragioni assieme non esauriscono il "problema Gianfranco", che è ben più ricco e affascinante perché Gianfranco, ripeto, è una personalità straordinaria  debordante, ricca, complessa – dentro alla quale è possibile trovare tutto e il contrario di tutto, sullo sfondo di un unico orientamento stabile ed essenziale: l'amore incondizionato per Wikipedia.

Accade così che molto presto Gianfranco si renda conto, in senso autocritico e riflessivo, di un ulteriore "problema Gianfranco" – forse il più grave di tutti  che consiste nell'importanza eccessiva assunta dalla sua utenza o, in termini generali e universali, dell'importanza eccessiva che le utenze assumono agli occhi dei wikipediani. Il fine supremo, la scrittura dell'enciclopedia, viene di fatto subordinato ai mille narcisismi, protagonismi, antipatie e simpatie, rancori, piccole e grandi vendette che trasformano la comunità wikipediana, da laborioso opificio, in un inesauribile teatro della commedia umana. Il problema è sia personale – che cosa fare dell'utenza "Gianfranco"? – sia politico-editoriale: come contenere il chiacchiericcio ozioso e la conflittualità deflagrante? Il "problema Gianfranco" è quindi anche il problema di Gianfranco nel senso soggettivo del genitivo: il problema che Gianfranco ha, o che si pone intelligentemente. Ma temo che le sue soluzioni a questo problema si siano rivelate più gravi del male. 

Il documento centrale per mettere a fuoco questo punto sono le "Riflessioni a latere" che accompagnano la lettera di dimissioni da admin di un sock di Gianfranco, "Senza nome.txt", del 28 agosto 2006. I conflitti editoriali sottostanti che avevano spinto Senza nome.txt a dimettersi sono da tempo dimenticati da tutti; sarebbe bello se qualcuno dei protagonisti di allora volesse raccontarne le storia su questo blog, ma ai nostri fini qui non rilevano. Chiaramente Gianfranco era diventato controverso – scrive di essersi schierato non solo "pro" qualcuno, ma addirittura "contro" qualcuno, e di essersi fatto "trasportare dall'istinto" nelle polemiche dell'epoca. Ciò che importa è che Gianfranco accompagna le sue dimissioni con un testo meraviglioso: non solo interessante da un punto di vista teorico (se non teologico), ma anche coinvolgente e brillante dal punto di vista letterario (liturgico). 

Gianfranco sviluppa una riflessione sulla tendenza all'ipertrofia della propria utenza, divenuta troppo ingombrante per sé e per tutti, e in generale sulla tendenza alla personalizzazione delle utenze, che crea rumore in una comunità che dovrebbe invece funzionare come una "orchestra [...] senza bacchetta": distoglie dalla produzione dei contenuti e crea una spinta alla costruzione di gerarchie di potere e prestigio. Ne emerge un'affascinante utopia di Wikipedia come comunità degli indirizzi IP, comunità senza utenze, totalmente spersonalizzata e anonima, in cui non contano le persone né tantomeno le personalità  i virtuosi e i demagoghi  ma solo la circolazione della conoscenza. Si tratta di un testo che posso solo invitare a leggere per intero, perché sarebbe un peccato frammentarlo in una silloge di citazioni o banalizzarlo in una sintesi. 

Sebbene sia un testo del 2006, le idee che esprime continueranno a lungo ad essere care a Gianfranco. Nel 2021, respingendo la proposta di Phyrexian di chiudere l'enciclopedia alla contribuzione degli utenti non registrati, Gianfranco ne riprende i temi in modo chiaro e incisivo: 

Bloccare gli ip. Gli anonimi. Gli unici esenti dal rischio di culto dell'utenza. L'atto rivoluzionario di Wikipedia, lo sganciamento dei concetti dal loro emittente, l'unica prova mai rivelatasi di successo del contrasto all'ipse dixit. Lo spostamento del vaglio dei concetti per merito e non più per provenienza.
Ma torniamo alle "Riflessioni a latere" del 2006. Senza spezzettarle in un'analisi minuta, voglio riportare un passaggio particolarmente bello e significativo – significativo anche del "problema di Gianfranco". È il seguente:

Il bisogno di figure superiori nasce in genere da insicurezze. Mi piacerebbe invece che ciascun utente, per giovane, inesperto o incerto del suo sapere che sia, sentisse con sicurezza "adulti" i suoi concetti, "utili" le sue idee, e sentisse che esse concorrono a costruire il Progetto esattamente come ciascun'altra, senza differenze. Senza graduazioni di valore. Questo Progetto non si costruisce presentandosi qui con titoli e curricula, si costruisce con i concetti che ciascuno vi apporta, e maggiore e più ampia sarà la diversità degli utenti, per provenienza, preparazione e mentalità, più ricco di significato sarà il consenso che si raggiungerà su queste pagine, più prezioso il contenuto che si produrrà.

Non so prevedere che piega prenderà il rapporto fra l'enciclopedia e la comunità di chi la scrive, ma ho sempre avuto in mente la per me inossidabile priorità dei contenuti delle voci.

Si tratta di un passo suggestivo, che nel primo paragrafo esprime un'ideale di Wikipedia, al centro di WP:LIBERA e WP:CONSENSO, cui non si può che aderire incondizionatamente. Di fatto, oggi la Wikipedia italiana non è all'altezza di questo ideale, a causa della comunità editoriale troppo chiusa, internamente differenziata secondo gerarchie di prestigio personale e potere editoriale. Nel secondo paragrafo, Gianfranco propone la sua soluzione al problema dell'ipertrofia caotica delle utenze, ed è una soluzione secondo me sbagliata, destinata ad aggravare il male che intende curare: la priorità dei contenuti delle voci sulle utenze, cioè il principio "produttivistico". Forse non a caso, questa è la ricetta che gli admin italiani continuano a scodellare alle utenze riottose, coinvolte in dispute editoriali, convinte di aver subito un'ingiustizia: "occupati del Ns0", cioè smettila di rompere le scatole e occupati di scrivere l'enciclopedia. Ai mali della politica wikipediana che non funziona dovrebbero porre rimedio il raccoglimento nello studio delle fonti e l'indefessa operosità dell'enciclopedista devoto.

Ma, appunto, è una soluzione sbagliata: paradossalmente è una soluzione personale, che può funzionare per alcuni ma non per altri, ed è una soluzione individuale, che può servire al singolo ma non al progetto. È una soluzione strettamente morale, persino moralistica, che coincide con l'esigenza gianfranchiana dell'"umiltà": fare un passo indietro, rinunciare a sé stessi, adempiere a un dovere superiore, non dimenticare la propria vocazione wikipediana. Gianfranco cita con apprezzamento una frase di Xinstalker: "il volontariato è una scelta morale che implica un certo senso del dovere" e, nelle "Riflessioni a latere", conia scherzosamente il superlativo di umile, "umillimo":

L'aspetto comunitario, che per mio umillimo conto intenderei strumentale alla riuscita di quello editoriale, sta prendendo il sopravvento, al punto che nascono qua e là ammissioni del desiderio di avere, come in altri generi di aggregazione, leader, gerarchie, paternità, figure di superiore parola. Nel caso della proposta di istituzione dell'arbitrato, poi, la superiorità anelata diviene esplicitamente anche editoriale. Sono visceralmente contrario a queste tendenze. Sono contrario ai diversi "pesi" della parola.  

È sorprendente leggere questo testo proveniente dalla figura paterna, "di superiore parola", per eccellenza. Ma, come si intuisce dal riferimento en passant alla proposta di istituzione di una commissione arbitrale – proposta che Gianfranco respinge  è chiaro che la sua posizione è ricca di conseguenze pratiche sulla vita dell'enciclopedia. Come ogni altra Wikipedia, anche quella italiana deve affrontare problemi organizzativi ricorrenti: la necessità di tenere le discussioni focalizzate su un tema, leggibili, capaci di produrre consenso, la necessità di gestire la conflittualità interna, di evitare che Wikipedia diventi un campo di battaglia tra fazioni ostili, con tutta la sua gerarchia di generali, caporali e soldati. Ebbene, per Gianfranco la soluzione di questi e altri problemi non risiede nella creazione di regole e procedure eque, trasparenti e condivise. Secondo lui, la soluzione può essere solo di natura morale e disciplinare: lo spirito di servizio degli enciclopedisti, la loro umiltà, unita – aggiungo io – alla wikiquette usata come randello. 

Lo stesso dicasi per la soluzione al problema personale dell'eccessiva visibilità e importanza dell'utenza "Gianfranco". La soluzione non può essere l'abbandono di quell'utenza (creata nel 2002, abbandonata nel 2003, riattivata nel 2007, riabbandonata nel 2008, riattivata nel 2012, inattiva dal 2023) e la creazione di dozzine di sockpuppet. Spiega Gianfranco che si è trattato di "poco meno di una settantina" di utenze tutte "corrette, ovviamente, finalizzate all'abbattimento dei culti delle utenze a beneficio dell'attenzione ai contenuti". Ma non si accorge Gianfranco che in questo modo, attraverso la proliferazione di utenze, l'ipertrofia, che dico, l'onnipotenza di Gianfranco si accresce? WP:GIUDIZIO non si applica a Gianfranco, perché l'unico giudizio che conta è il giudizio di Gianfranco – utente così integerrimo che nessuno potrebbe dubitare della correttezza dei suoi sockpuppet. Chi mai oserebbe giudicare Gianfranco? Questo è il vertice inarrivabile di una gerarchia di prestigio e potere personale: è il "culto dell'utenza" che si fa religione ufficiale di Progetto.

Gianfranco non si accorge che la sua soluzione morale e disciplinare – produttivismo, spersonalizzazione, umiltà – non può che aggravare il problema organizzativo che egli scorge lucidamente. Gli enciclopedisti dal cuore puro si sentiranno un'aristocrazia dello spirito assediata dagli ignobili POV-pusher, la "diversità degli utenti" diminuirà e anche il loro numero. Il rifiuto di darsi regole e strutture editoriali più solide (principio di terzietà, procedura di revisione dei blocchi, richieste di pareri, ArbCom) non impedirà la concentrazione del potere editoriale, anzi: la parola di alcuni peserà ben più di quella di altri. Infine, l'anarchia di admin privi di regole fuorché l'esigenza della collaboratività – esigenza di mantenere la coesione della comunità editoriale  creerà una comunità ipocritica e depressa, nella quale correggere gli errori è impossibile; un ambiente inospitale per molti, oppressivo per tutti, fuorché i peggiori. 

È così accaduto che Gianfranco sia diventato, suo malgrado, un vero e proprio "cattivo maestro", il cui esempio ha ispirato generazioni di epigoni come lui problematici ma privi della sua fondamentale genialità: amministratori chiacchieroni, incontinenti e primedonne, irrispettosi delle regole del progetto, dei diritti degli utenti e della democrazia interna, arcigni gate-keepers dell'enciclopedia, dalla quale allontanano chi non si conforma alla loro concezione midcult di che cosa dev'essere una "vera enciclopedia". È accaduto che l'attitudine a fare umilmente un passo indietro, senza rompere i coglioni, rendesse la correzione degli errori pressoché impossibile. È accaduto che il disprezzo per il "social network", per la comunità chiacchierona e conflittuale, producesse l'erosione della comunità editoriale e la morte del Bar.

Tutto ciò non poteva essere più lontano dagli intendimenti originari di Gianfranco – vorrei dire, dal significato autentico della sua Parola. Si legga per intero il testo sul "fordismo de noantri", citato sopra in forma mutilata: 

Nel nostro fordismo de noantri, che le teste siano vive, talora anche nello scontro (nei limiti), è sempre preferibile a climi che a Roma si chiamano mortaccini, perché trattando di sapere la vitalità è irrinunciabile quanto la tolleranza. (Gianfranco, 17 marzo 2017

O si rileggano le bellissime parole delle "Riflessioni a latere", o quelle delle "Precisazioni" che ad esse seguono, comprese queste:

Anche se è accaduto che in talune occasioni abbia assunto - non volutamente, ma non posso negare che di fatto sia successo - posizioni da "grillo parlante", resto consapevole che un grillo, se ancora non è una cicala, tuttavia non è una formica. (Senza nome.txt/Gianfranco, 28 agosto 2006

Come si vede bene da queste e altre citazioni, l'eredità di Gianfranco, per quanto ingombrante, è preziosa. E l'unico modo, se non di meritarla, quantomeno di essere degni di essa, è uccidere (simbolicamente) il Padre. Non possiamo impadronirci del suo alto trono sottomettendoci, ma dobbiamo conquistarlo sfidando, interiorizzando e superando la legge che Egli rappresenta. 

Nel nome del Padre.

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